No, lo so, non mi conoscete. Sono Johnny. Ok ok, lo so. Non è un nome originale. E' un nome farlocco, fittizio, trito, ritrito, masticato digerito e sputato. Ma la domanda è: perchè siete venuti qui a leggere di Johnny ? Scrivo queste righe inebetito e fiacco, vagamento sorpreso di avere ancora una lontana rassomiglianza con il genere umano.

Fondamentalmente non ci sono ragioni a cui ricondurre la mia infelicità. Fondalmente non si tratta nemmeno di infelicità. E' più un crogiuolarsi passivo, un ammorbarsi pervasivo, uno spleen imperativo. E' più guardare nel vuoto di un muro bianco e ritrovarcisi persi, spalmati sopra. Ecco, io mi spalmerei su quel muro bianco come un vasetto di patè.

Ma non sono un suicida. E' più il piacere di immaginarselo, quel patè di Johnny magicamente spalmato sul muro. Nell'attesa spalmo di parole prive di senso il muretto bianco di questa pagina. Mi raccomando, non dimenticate di passare da queste parti di tanto in tanto per sapere come va a finire. Nell'attesa della vostra prossima visita mi spalmo sul divano.